"Signori si nasce. E io, modestamente, lo nacqui."
Totò, nato Antonio de Curtis, è stato uno dei più grandi attori e comici italiani di sempre, simbolo intramontabile della comicità napoletana. Cresciuto nei quartieri popolari di Napoli, ebbe un’infanzia difficile, segnata dall’assenza iniziale del padre e da condizioni economiche modeste. Fin da giovane mostrò un talento naturale per la mimica e la satira, che lo portarono a esibirsi nei teatrini di varietà.
Negli anni ’30 e ’40 diventò una star del teatro leggero, ma fu con il cinema che raggiunse la fama nazionale e internazionale. Partecipò a oltre 90 film, tra cui classici come “Guardie e ladri” e “Totò, Peppino e la... malafemmina”. La sua comicità era un mix unico di linguaggio colto e popolare, giochi di parole, gestualità surreale e una sottile critica sociale.
Nonostante il successo, Totò fu a lungo sottovalutato dalla critica ufficiale, che solo dopo la sua morte riconobbe pienamente la sua grandezza artistica. Negli ultimi anni soffrì di gravi problemi alla vista, ma continuò a lavorare con straordinaria dedizione. Oggi è considerato un’icona assoluta della cultura italiana.
Totò ottenne ufficialmente il titolo nobiliare di principe (anche se discusso), a cui teneva moltissimo, tanto da firmarsi con il lunghissimo nome completo: Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis di Bisanzio.
Negli ultimi anni era quasi completamente cieco, ma riusciva comunque a recitare affidandosi alla memoria e alle indicazioni degli altri attori.
Molte delle sue battute più celebri non erano scritte nei copioni, ma improvvisate sul momento, lasciando spesso gli altri attori sorpresi.